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vodù o vudù

sm. [da una voce indigena dell'Africa occidentale, tramite il francese vaudou e l'inglese voodoo]. Culto sorto tra gli schiavi neri di Haiti, come risposta culturale all'oppressione, anche religiosa, bianca. L'importazione di schiavi dall'Africa da parte dei coloni francesi cominciò nella seconda metà del sec. XVIII. Gli schiavi venivano forzosamente cristianizzati, ma serbavano il patrimonio religioso tradizionale; da questo patrimonio, originario delle culture costiere dell'Africa occidentale (Yoruba, Benin, ecc.), fu espresso il vudù, che è sostanzialmente un culto di possessione. L'adepto superava le frustrazioni derivate dalla sua condizione di schiavo, acquisendo una condizione superumana a mezzo di possessione, ovvero con l'accoglimento in sé, di un “dio”. Questi “dei” o “spiriti” che, ritualmente evocati e invocati, possiedono (o “cavalcano”, come è detto nel linguaggio liturgico vudù) l'adepto sono chiamati Loa. Nel novero dei Loa, oltre a figure e nomi tratti dalla tradizione africana, compaiono anche santi cristiani o nomi di santi imprestati a figure africane, nonché profeti del culto dei defunti o eroi dell'indipendenza di Haiti, quali Biasson, J.Dessalines, D. Toussaint Louverture. Si hanno talora fenomeni di possessioni collettive, quando l'eccitazione dei presenti è stimolata da musiche, droghe o effetti spettacolari. Altro tratto caratteristico del vudù, ma che riguarda le annesse pratiche magiche, è la figura dello zombi, il morto-vivente: un individuo al quale uno stregone ha tolto l'anima e che ha ridotto in schiavitù, in genere per scopi malvagi. Il vudù divenne la religione dei Marrons, come venivano chiamati nella colonia gli schiavi fuggitivi. I profeti del vudù inserivano spesso nella loro predicazione istanze di ribellione. Uno di questi, Makandal, annoverato poi tra i Loa, predicava la eliminazione dei bianchi col veleno; fu arrestato e arso vivo (1758). Tuttavia con episodi del genere il vudù non fu represso, ma anzi si rafforzò: uscì sempre di più dalla clandestinità e divenne un fattore di unificazione delle genti africane e di guida sulla strada dell'indipendenza e della libertà.

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