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Àcqui Tèrme

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comune in provincia di Alessandria (34 km), 156 m s.m., 33,42 km², 19.184 ab. (acquesi), patrono: san Guido (seconda domenica di luglio).

Generalità

Città dell'Alto Monferrato, adagiata su verdi colline, intervallate da boschi e vigneti, e celebre stazione termale, alla sinistra della Bormida, è anche un'importante polo commerciale e industriale.

Storia

Di origine antichissima, fu centro principale dei Liguri Statielli; conquistata nel 172 a. C. dai Romani, fu attivo centro per i commerci, favoriti dall'apertura della via Emilia e di altre strade, e divenne celebre per le sue sorgenti termali (Aquae Statiellae). Sede vescovile fin dal sec. IV fu, sotto i Longobardi, parte importante del Ducato di Asti e, sotto i Franchi, capoluogo di contea. Divenuta libero comune, fece parte della Lega Lombarda (sec. XII) e combatté contro Asti e Genova alleandosi a Bonifacio I marchese del Monferrato e poi all'imperatore Federico II. Incorporata nei possedimenti del Monferrato dal 1260, fu per un breve periodo degli Angioini (1273-77 e 1313-45) e dei Visconti (1431-36). Passata all'estinzione dei Paleologhi ai Gonzaga di Mantova (1536) per decisione dell'imperatore Carlo V, entrò nel 1708 nello Stato sabaudo.

Arte

Gli imponenti resti dell'acquedotto romano di epoca augustea si snodano dall'alta collina al greto della Bormida. All'inizio del sec. XI Acqui conobbe un felice sviluppo edilizio, dopo che i benedettini ebbero ricostruito (1037) la chiesa e il convento paleocristiani di San Pietro in forme romaniche: questa fu la cattedrale prima che, a partire dal 1067, fosse costruito il duomo, il quale conserva ancora, dell'antica struttura, le tre altissime absidi (ritrovate e restaurate negli anni Settanta del Novecento), il basamento del campanile e l'ampia cripta; il portale è gotico con bassorilievi eseguiti nel 1481 dal Pilacorte. Nella Sala dei Canonici si conserva il notevole trittico della Madonna del Montserrat, eseguito per un ricco mercante acquese dal pittore spagnolo Bartolomeo Bermejo intorno al 1480; in sacrestia è conservata una tavola attribuita a un seguace di Vincenzo Foppa (sec. XV-XVI ). Su un'altura sorge il castello dei Paleologhi: eretto nel sec. XI, ricostruito dai marchesi del Monferrato dopo l'assedio dei Visconti del 1430, fu distrutto nel 1646, riedificato nel 1815 e in seguito trasformato in carcere; restaurato, ospita il Museo Civico Archeologico e, nel parco circostante, un giardino botanico. Simbolo della funzione termale di Acqui è, nel centro della città, la “Bollente”, una graziosa edicola ottagonale di linee classicheggianti costruita da Giovanni Ceruti nel 1870 su una fonte dalla quale sgorga acqua sulfurea a una temperatura di 75°C. Nella frazione di Borgo Bagni sorgono due stabilimenti termali (acque salso-bromo-iodiche, sulfuree e fanghi ipertermali) e la piscina termale: qui sono edifici di grande pregio tra cui il Kursaal e le antiche terme, il cui stabilimento, documentato già nel sec. XV e distrutto da una frana, fu ricostruito nel 1687 e ampliato più volte anche nel sec. XIX, con l'aggiunta di nuovi padiglioni; nel parco è il tempietto neoclassico dell'“Acqua Marcia”.

Economia

L'economia è molto diversificata: elemento principale è il turismo termale, facilitato da un'ottima ricettività e da strutture commerciali, culturali, sportive e ricreative. È tuttora importante l'agricoltura, con estese coltivazioni collinari di pregiati vigneti (tipici il brachetto e il dolcetto d'Acqui DOC), cereali, ortaggi e foraggi per l'allevamento bovino. Le industrie sono attive nei settori alimentare (dolciario, caseario, enologico, della distillazione e dei surgelati), chimico (vernici e solventi), metalmeccanico (macchine utensili, enologiche e agricole), degli imballaggi, dell'arredamento, dell'abbigliamento, dell'oreficeria e della lavorazione della plastica e del vetro.

Curiosità

Numerose sono le manifestazioni enogastronomiche, musicali (Acqui Jazz e Festival Internazionale di Danza), artistiche, letterarie (Premio Acqui Ambiente e Acqui Storia) e tradizionali, tra cui il Palio del Brentau, che si svolge a settembre e celebra l'antico mestiere di chi portava di casa in casa l'acqua bollente; nei dintorni sorge il Golf Club “Le Colline”. Tra i prodotti tipici vi sono i vini (ben nove DOC e nove DOCG, ospitati nell'Enoteca Regionale che ha sede nel prestigioso Palazzo Robellini e raccoglie l'intera produzione piemontese), i tartufi, i funghi e gli amaretti.