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Angiò

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Generalità

Regione storica della Franciacentroccidentale, compresa fra il Maine a N, la Turenna a E, il Poitou a S e la Bretagna a W e corrispondente all'attuale dipartimento Maine-et-Loire e a parte dei dipartimenti Indre-et-Loire, Mayenne e Sarthe; Angers, il centro principale, ne era l'antica capitale. Attraversata dal fiume Loira e dai suoi affluenti Loir, Sarthe, Mayenne e Thouet, si estende sulle ultime propaggini meridionali del massiccio Armoricano; il settore nordorientale, occupato da boschi e brughiere, è poco fertile, ma la maggior parte del restante territorio, e in particolare le vallate dei fiumi, è ricca di pascoli, frutteti, colture di cereali e soprattutto vigneti. Largamente praticato anche l'allevamento; industrie di trasformazione (alimentari, tessili, enologiche). In francese, Anjou.

Storia

"Per il dominio degli Angiò vedi cartina al lemma del 2° volume." Antica contea, poi ducato "Per il dominio degli Angiò vedi la cartina politica a pg. 124 del 2° volume." , l'Angiò, abitato dai Galli Andecavi, divenne romano con la conquista di Cesare e in età imperiale fece parte della Gallia Lugdunense. In età franca vi fu costituita la contea d'Angers, che Roberto il Forte difese contro i Normanni e che suo figlio Roberto I, re di Francia (922-23), assegnò al visconte Ingelger, capostipite della prima dinastia angioina "Per la prima casa d'Angiò vedi l'ordine genealogico a pg. 122 del 2° volume." . "Per la prima casa d'Angiò vedi l'albero genealogico al lemma del 2° volume." Il figlio di Ingelger, Folco I il Rosso, ebbe nel 930 il titolo di conte d'Angiò. Al tempo di Ugo Capeto, Folco III Nerra (m. 1040) e poi suo figlio Goffredo II Martello (m. 1060) estesero i confini della contea lottando coi vicini. Morto Goffredo senza eredi diretti, l'Angiò fu conteso dai suoi nipoti (figli della sorella) Goffredo III il Barbuto e Folco IV il Rissoso, che infine prevalse e avviò ulteriori conquiste. Folco V, suo figlio (1109-43), unì all'Angiò il Maine, combatté contro gli Inglesi e nel 1131 succedette al suocero Baldovino II nel Regno di Gerusalemme, che resse con valore. Suo figlio Goffredo V detto Plantageneto (m. 1151) conquistò la Normandia (1144) e, sposando Matilde, figlia di Enrico I re d'Inghilterra, assicurò al figlio Enrico la successione al trono di quel regno (1154). La contea d'Angiò, passata da Enrico II a Riccardo Cuor di Leone, poi a Giovanni Senza Terra e infine al nipote di questi, Arturo (m. 1203, senza eredi diretti), fu rivendicata da Filippo II Augusto alla corona di Francia e data da Luigi IX al fratello Carlo (1246), re di Sicilia nel 1266 e capostipite della seconda dinastia angioina "Per la seconda casa d'Angiò vedi l'ordine genealogico a pg. 123 del 2° volume." , "Per la seconda casa d'Angiò vedi l'albero genealogico al lemma del 2° volume." , quella di Sicilia e Napoli, Taranto, Durazzo e Ungheria. Il figlio di Carlo I, Carlo II, diede l'Angiò, col Maine, in dote alla figlia Margherita, sposa di Carlo di Valois (1290), e da questi l'Angiò passò al figlio Filippo VI re di Francia, quindi a Giovanni il Buono, il quale lo diede in appannaggio, come ducato, al figlio cadetto Luigi I (1360), capostipite della terza dinastia d'Angiò (o di Valois-Provenza). Questa continuò con Luigi II (1384-1417), Luigi III (1417-34), Renato (1434-80) e Carlo (1480-81), che cedette il ducato al re Luigi XI di Francia, il quale lo riunì definitivamente alla corona. In seguito i cadetti della famiglia reale ebbero talora il titolo onorifico di duca d'Angiò. Fiorente nel sec. XV e nella prima metà del XVI, l'Angiò fu coinvolto nelle guerre di religione e della Fronda e, durante la rivoluzione, nell'insurrezione vandeana. Durante la guerra franco-prussiana del 1870-71 ebbe un'importante funzione strategica.

Arte

L'architettura romanica della regione è influenzata in parte dallo stile del Poitou (chiesa di Cunault), in parte da quello del Périgord, con chiese a navata unica coperta da cupole (Fontevrault). Dal sec. XII, sotto i Plantageneti, si diffonde un gotico caratterizzato da chiese a navata unica con lungo transetto e ampia abside, e con tipiche volte ogivali a pesanti nervature dette angioine, delimitate da archi longitudinali e trasversali (cattedrale e ospedale di St.-Jean ad Angers, St.-Florence di Saumur, castelli di Angers e di Saumur). Nei sec. XIV e XV i conti di Angiò fecero della regione uno splendido centro artistico e culturale (arazzi di Angers, completamento dei castelli di Saumur e di Angers). Nell'Angiò si trovano il castello di Serrant (ricostruito nel 1546 su disegni di Ph. Delorme) e quello di Brissac (ricostruito in parte tra il 1610-20).

A. Cutolo, Gli Angioini, Firenze, 1934; J. Hervey, I Plantageneti, Milano, 1965; E. G. Léonard, Gli Angioini di Napoli, Milano, 1967; F. Dornic, Histoire de l'Anjou, Parigi, 1971.