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ìttero (patologia)

sm. [sec. XIV; dal greco ìkteros]. Colorazione gialla della cute e delle mucose dovuta all'aumento nel sangue della bilirubina (iperbilirubinemia). Nella forma più leggera è limitata alle sclere oculari(sub-ittero), in quelle più gravi è estesa alla pelle. L'ittero può essere accompagnato da modificazioni cromatiche delle urine, che appaiono brunastre per l'abbondante eliminazione di pigmenti biliari (urobilinogeno), e delle feci, che invece si scoloriscono sino a farsi giallo-grigiastre (feci acoliche). Dal punto di vista patogenetico, gli itteri possono essere classificati in tre categorie: emolitici; epatocellulari; colestatici. Gli emolitici comprendono le iperbilirubinemie dovute a un'aumentata distruzione dei globuli rossi (iperemolisi), della quale la bilirubina è il composto terminale. Gli epatocellulari sono costituiti dagli itteri conseguenti a danno epatico, essendo il fegato l'organo sede principale del metabolismo della bilirubina. Gli colestatici, detti anche meccanici, hanno come meccanismo patogenetico principale l'ostruzione a un qualche livello delle vie biliari con conseguente ostacolo al normale deflusso della bile in duodeno (colestasi) che si riversa, per riassorbimento, nel sangue. A seconda della patogenesi l'ittero è accompagnato da particolari sintomi e segni. Negli itteri emolitici si hanno anemia e ingrossamento della milza; negli itteri epatocellulari, epatomegalia, eventualmente ascite, dispepsia, dolorabilità alla palpazione del fegato; disorientamento, letargia, sonnolenza e sintomi neurologici sono caratteristici delle forme più gravi di insufficienza epatica; il prurito dovuto al deposito cutaneo dei sali biliari contenuti nella bile è un segno distintivo degli itteri colestatici caratterizzati anche da frequenti disturbi dolorosi simili a quelli prodotti da una colica biliare. Gli itteri possono essere primitivi, o congeniti, quando sono presenti fin dalla nascita, oppure secondari, quando vengono acquisiti durante la vita. La sintomatologia è piuttosto varia: alcuni sono completamente asintomatici, altri assumono manifestazioni saltuarie, come debolezza, malessere, dispepsia e dolenzia epatica, che compaiono specialmente dopo affaticamento. Vi sono infine particolari forme di ittero limitate a determinati periodi della vita, come l'ittero neonatale e l'ittero gravidico. Il primo comprende forme lievi, nelle quali vi è semplicemente un transitorio ritardo della maturazione dei meccanismi di coniugazione e trasporto della bilirubina (ittero fisiologico dei neonati e dei prematuri), e forme gravi conseguenti per esempio a malformazione congenita delle vie biliari (atresia). L'ittero gravidico compare esclusivamente nel terzo trimestre di gravidanza, si accompagna a prurito e scompare spontaneamente dopo il parto, pur potendosi ripresentare nelle gravidanze successive. La causa ritenuta più probabile è una particolare ipersensibilità delle vie biliari all'elevato tasso di ormoni nel sangue, soprattutto estrogeni. § In veterinaria, l'ittero dei puledri neonati è una malattia infettiva grave e a decorso rapido; l'ittero grave del cane è quasi sempre mortale e colpisce in particolare i cuccioli. Può essere causato da fattori tossici di origine alimentare o meccanici, come l'ostruzione delle vie biliari.

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