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ipoglicèmico

agg. (pl. m. -ci) [da ipoglicemia]. Relativo a ipoglicemia, affetto da ipoglicemia. § Crisi ipoglicemica, dovuta a un abnorme abbassamento della concentrazione di glucosio nel sangue. Alla base di una crisi ipoglicemica si possono riscontrare tre tipi di cause: organiche, funzionali e terapeutiche. Cause organiche, cioè un'eccessiva produzione di insulina (iperinsulinismo). L'aumento di insulina può essere determinato da una neoplasia (benigna o maligna) delle isole di Langerhans, da una ridotta funzione ipofisaria (sindrome adiposo-genitale) o cortico-surrenale (morbo di Addison), da lesioni estese del fegato, da lesioni ipotalamiche. Cause funzionali. In tal caso si distinguono: la crisi ipoglicemica reattiva, che è la forma più frequente e che compare di solito tra le 2 e le 5 ore dopo il consumo di un pasto o di certi suoi costituenti come zuccheri e farinacei, la crisi ipoglicemica alimentare, tipica dei gastroresecati; la crisi ipoglicemica secondaria a sforzi fisici violenti; la crisi ipoglicemica nell'allattamento; la crisi ipoglicemica da fame, causata da severa sottoalimentazione (diete rigide, povertà, ecc.). Cause terapeutiche. In questi casi la crisi ipoglicemica è secondaria a un eccessivo apporto di insulina esogena o di ipoglicemizzanti orali (farmaci antidiabetici). I sintomi principali sono rappresentati da intensa debolezza, tremori, palpitazioni, sudorazione fredda e senso di fame, a cui spesso si accompagnano cefalea, disturbi della vista, monoparesi, alterazioni del comportamento. Qualora la glicemia scenda ulteriormente si verifica un peggioramento dei sintomi, fino ad arrivare alla perdita di coscienza, convulsioni o coma ipoglicemico. Oltre che sul quadro clinico la diagnosi si basa sulla dimostrazione di livelli di glicemia inferiori a 40 mg/ml di sangue. L'intervento terapeutico consiste nella somministrazione di zucchero per bocca se lo stato del paziente lo consente, o per via endovenosa in caso di perdita di coscienza. § Coma ipoglicemico, si definisce la perdita di coscienza prolungata con mantenimento delle funzioni vitali, determinata da un'eccessiva e prolungata riduzione della glicemia. Il quadro clinico si sviluppa nell'arco di ca. 5 ore con una progressiva compromissione del sistema nervoso centrale. Nelle prime due ore di solito si osserva un marcato obnubilamento mentale del paziente che spesso manifesta vere e proprie allucinazioni: disturbi del linguaggio, alterazioni motorie e ipotermia. Tuttavia in questa fase il paziente può ancora essere risvegliato da idonei stimoli. Nelle successive due ore lo stato comatoso è di solito irreversibile; tipica di questa seconda fase è la comparsa di miosi (restringimento) o midriasi (dilatazione) delle pupille. Infine nella quinta ora subentra uno stato di coma profondo con areflessia tendinea, tachicardia, alterazioni della pressione arteriosa e della respirazione, convulsioni e ipotermia marcata. La terapia consiste nella infusione lenta per via endovenosa di soluzioni glucosate al 30 o 50%.

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