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Ōkagami

(Il grande specchio), opera storiografica giapponese che aprì la serie dei cosiddetti shikyō, ossia dei “quattro specchi”, concepiti appunto come riflesso speculare degli avvenimenti politici del Paese. La serie, oltre all'Ōkagami, comprende nell'ordine l'Imakagami (Specchio del presente), il Mizukagami (Specchio d'acqua), il Masukagami (Specchio chiarissimo), mentre il posteriore Azumakagami (Specchio dell'est) rimane fuori dal gruppo degli shikyō perché scritto in stile cinese ma soprattutto perché opera che, a differenza degli altri quattro, riflette l'ideologia ufficiale del potere shogunale. L'Ōkagami, compilato verso la fine del sec. XI d. C. da autore ignoto e conosciuto anche col titolo di Yotsugi monogatari (Racconto di Yotsugi), s'articola in otto volumi scritti in forma di dialogo tra un certo Ōyake no Yotsugi e Natsuyama no Shigeki. Protagonista della vicenda storica che va dall'850 al 1025 è Fujiwara no Michinaga (965-1027), uomo politico di grandissima abilità che portò la sua famiglia al massimo della potenza. L'Ōkagami supera di gran lunga gli altri tre “specchi” sia per l'evidente visione critica delle vicende storiche trattate sia per i notevolissimi pregi letterari che lo caratterizzano.

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