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Śamvara

divinità del buddhismo Vajrayāna (veicolo adamantino) scaturita dalle teorie emanazionistiche della gnosi tantrica. Il significato che essa assume nel pantheon delle molteplici presenze metafisiche del buddhismo Vajrayāna viene espresso, nelle sue raffigurazioni pittoriche e scultoree, dalla particolarità degli attributi che adornano la divinità, per la maggior parte derivati dalla tradizione iconografica di personaggi della mitologia popolare, successivamente assorbita e manipolata dalla gnosi tantrica. Nell'iconografia religiosa del Nepal e soprattutto del Tibet, Śamvara è l'immagine di una divinità suprema (di decisa origine śivaita), proiezione visibile e centrale di un universo spirituale, punto supremo di incontro con l'iniziato che si addentra, nel lungo percorso di fede e di conoscenza, in quel cosmo figurato che viene rappresentato dal diagramma mistico del mandala. Śamvara, immagine di salvezza e di perfezione, viene rappresentato come divinità dalle molteplici teste e braccia, abbracciato alla sua Śąktı, controparte femminile della divinità stessa. L'insieme delle teste è sormontato da una corona di crani il cui biancore (nelle pitture) esalta i diversi colori (rosso, verde, blu) dei vari volti; nelle numerose mani Śamvara tiene i suoi svariati attributi: il tamburo, l'ascia, il tridente con bandiera, il coltello, il fulmine (vajra), una coppa ricavata da un teschio, il laccio, ecc.; sotto i suoi piedi giacciono, contrapposti, i cadaveri di un corpo femminile e di uno maschile.