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Alatri

comune in provincia di Frosinone (12 km), 502 m s.m., 96,84 km², 27.068 ab. (alatresi), patrono: san Sisto I (mercoledì dopo Pasqua).

Cittadina dei monti Ernici, posta nell'alta valle del fiume Cosa. Fondata probabilmente dagli Ernici nel sec. VI a. C. e sottomessa a Roma già nel 449 a. C., le fu sempre fedele alleata, ottenendone l'autonomia municipale nel 90 a. C. Sede vescovile nel 547, fu distrutta dai Goti e in seguito fu spesso contesa e assediata; fu libero comune nei sec. XII e XIII, passando poi alla Santa Sede.§ È rimasta quasi intatta l'imponente cinta di mura a perimetro trapezoidale dell'acropoli (sec. IV a. C.), a cinque porte di cui restano la Civita e la Minore coperte da architravi monolitici. Un'altra cinta poligonale circonda la città bassa per circa 2 km, raggiungendo i tre metri d'altezza. Le mura furono costruite dai Romani con massicci blocchi poligonali di pietra non cementati. Le testimonianze medievali sono evidenti soprattutto nella disposizione dell'abitato e in alcuni edifici: il palazzo Gottifredi, costruzione gotica del sec. XIII, ora sede del civico museo con annessa biblioteca e sala per esposizioni; il palazzo del collegio Gentili; le chiese di Santa Maria Maggiore (sec. XII-XIII), costruzione romanico-gotica, di San Francesco (fine sec. XII), con portale gotico, e quella di San Silvestro (ornata di affreschi) dei sec. XII-XIII, in parte rimaneggiata. Il duomo, sul luogo dell'antica acropoli, è costruzione barocca.§ L'agricoltura produce olive, cereali, frutta e ortaggi; l'industria opera nei settori elettronico, alimentare (oleifici, caseifici, liquori), dell'abbigliamento (filati e accessori), della lavorazione di materie plastiche. Notevole centro di servizi della Ciociaria, la città dispone di centri commerciali e depositi logistici.

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