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Alessàndria, giudèi di-

comunità di religione israelita dell'antica Alessandria d'Egitto. La presenza di giudei nella città era stata rilevante fin dai tempi della sua fondazione ed era cresciuta al punto che nel sec. II a. C. due dei cinque quartieri di Alessandria d'Egitto erano abitati solo da giudei. Favoriti dai Tolomei e anche dai Romani, essi godevano di larghe autonomie, nella piena libertà di fede e di culto. A contatto però della popolazione alessandrina, avevano abbandonato la loro lingua per il greco al punto che si rese necessaria la traduzione della Bibbia in questa lingua. La versione in greco, detta dei Settanta, rivela fino a che punto la loro mentalità era stata influenzata dalla cultura ellenistica (antropomorfismi del testo originale tolti o decisamente mitigati; storiografia di tipo ellenistico-giudaico nel II Libro dei Maccabei; alessandrinismo nel Libro della Sapienza). A loro volta i giudei esercitarono una forte influenza sui costumi degli alessandrini, che celebravano, assieme ai giudei, la festa commemorativa per la versione dei Settanta. Ma è solo nell'interpretazione allegorica della Bibbia che troviamo un interscambio continuato di influenze culturali: i giudei avevano sempre creduto che solo la Legge di Mosè fosse l'autentica fonte della verità e della morale. Invece a contatto con la filosofia greca vi scoprirono concetti di alta spiritualità e di elevata moralità e allora cercarono, con l'interpretazione allegorica, di dimostrare che spogliando la Bibbia delle sue native rozzezze vi si poteva ritrovare una identità tra la filosofia greca e la Legge di Mosè. A questo immane lavoro dette un primo apporto Aristobulo (sec. II a. C.), ma soprattutto Filone di Alessandria, contemporaneo di Gesù.