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Angri

comune in provincia di Salerno (22 km), 32 m s.m., 13,75 km², 29.761 ab. (angresi), patrono: san Giovanni Battista (24 giugno).

Cittadina posta nella valle del fiume Sarno. Abitata già in epoca romana (reperti archeologici di una villa e di tombe), sorse attorno a un'opera difensiva, che subì vari assalti in età aragonese, e nel tempo fu adattata a residenza dei vari feudatari, fra cui gli Orsini, Giovanni Mirabella (1462), i D'Avalos (1527) e i Carafa. Nel sec. XVIII passò ai Doria, nominati principi di Angri. Fu gravemente danneggiata dal terremoto del 1980.§ Al centro dell'abitato è l'imponente castello Doria, sede municipale, che ha facciata con portico e logge ed è affiancato da un torrione semicilindrico di epoca medievale, circondato dal fossato originario e ricoperto da merlatura settecentesca. La chiesa di San Giovanni Battista (sec. XIII, ricostruita nel Quattrocento e restaurata dopo il sisma del 1980), ha facciata rinascimentale con bugne in tufo, aperta da tre bei portali marmorei scolpiti e rosoni, e conserva un crocifisso e una statua lignea (San Giovanni Battista), entrambi del sec. XIV; adiacente è la cappella di Santa Margherita, a pianta ellittica, costruita nella metà del Settecento. Nella chiesa di San Benedetto, di origine medievale, ma con facciata barocca, si trova un polittico cinquecentesco (Madonna e santi).§ Importante anello di congiunzione tra Napoli e Salerno, basa la sua economia sull'agricoltura, con notevoli colture di ortaggi (pomodoro San Marzano DOP) e alberi da frutto (mandarini, aranci e susini), che alimenta una vivace industria conserviera (marmellate e ortaggi in scatola). L'industria opera nei settori tessile e degli imballaggi. È sviluppato l'allevamento (bovini, pollame e conigli).

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