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Appendice virgiliana

(Appendix Vergiliana), raccolta di carmi tramandati come opere giovanili di Virgilio e così chiamata da G. Scaligero, che ne diede una prima edizione nel 1573. Comprende i seguenti componimenti: Cataleptón (Alla spicciolata), 14 brevi poesie di contenuto e metri diversi; Priapea, poesiole scherzose e oscure indirizzate a Priapo; Dirae (Maledizioni), scagliate dal proprietario di un podere spodestato da un militare; Lydia, elegia in cui il poeta lamenta l'assenza della donna amata; Ciris (L'airone), poemetto di stampo alessandrino, il cui argomento è la metamorfosi in uccello marino di Scilla, che ha tradito il padre e la patria per amore di Minosse; Culex (La zanzara), incentrato sulle rivelazioni di una zanzara, apparsa in sogno a un pastore, sull'oltretomba; Copa (L'ostessa), elegia in cui un'ostessa siriaca decanta le attrattive della propria locanda per attirare i viandanti; Moretum (La focaccia), poemetto sulla confezione di una focaccia da parte di un contadino; Aetna (L'Etna), oscuro poema didattico sulla natura dei vulcani e della loro attività. A lungo si è discusso sull'autenticità dell'Appendice virgiliana, ma nell'insieme la controversia sulla paternità virgiliana è ancora aperta. Alcuni carmi non possono essere ritenuti autentici per ragioni cronologiche, altri per ragioni artistiche e testuali. Persino il Moretum e la Copa non sono attribuibili con sicurezza a Virgilio, al quale vengono comunemente ascritti con certezza solo alcuni Cataleptón.