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Arguedas, José María

etnologo e narratore peruviano (Andahuaylas, Apurimac, 1911-Lima 1969). La sua lingua materna fu il quechua, l'idioma degli Inca; tuttavia nessun altro scrittore è riuscito come lui a esprimere in spagnolo il mondo degli Indios peruviani, nel quale era cresciuto, e il contrasto con il mondo dei bianchi. Il suo capolavoro è il romanzo autobiografico Los ríos profundos (1958; I fiumi profondi) in cui attraverso la rievocazione dell'infanzia affiora la sua irresistibile attrazione per la natura. Tra le altre opere narrative di Arguedas, morto suicida, ricordiamo: Agua (1935; Acqua), Yawar fiesta (1941; Festa di sangue), Diamantes y pedernales (1954; Diamanti e selci), El Sexto (1961; Il Sexto), Todas las sangres (1964; Tutte le stirpi), Amor mundo y todos los cuentos (1967; Amore mondo e tutti i racconti), El zorro de arriba y el zorro de abajo (postumo 1971; La volpe di sopra e la volpe di sotto).

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