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Arpino

comune in provincia di Frosinone (32 km), 447 m s.m., 55,97 km², 7614 ab. (arpinati), patrono: Madonna di Loreto (10 dicembre).

Centro nella media valle del fiume Liri. Importante centro dei Volsci e dei Sanniti, fu conquistato dai Romani nel 305 a. C. Saccheggiato dai Longobardi, dai saraceni e dagli Ungari, entrò a far parte dei possedimenti della Chiesa (sec. XIII); tra la seconda metà del sec. XVI e la fine del XVIII fu compreso nel Ducato di Sora.§ Fra le testimonianze architettoniche più antiche rimangono tratti della cinta muraria (sec. V o IV a. C.), comprendenti una porta con arco a ogiva, resti dell'acropoli e della via Latina. Al Medioevo risale la chiesa di San Vito, rimaneggiata nel sec. XIX. Numerosi sono i monumenti di età sette-ottocentesca; fra le chiese si ricordano San Michele, con impianto gotico, e Sant'Andrea apostolo, con portale rinascimentale e, all'interno, un dipinto di Giuseppe Cesari detto il Cavalier d'Arpino (1568-1640).§ Tra le risorse economiche spiccano l'agricoltura (olivi e vigneti) e l'industria della carta, alimentare e tessile. Rilevante è il flusso turistico, sorretto da un'efficiente struttura ricettiva.§ Vi nacquero il console Gaio Mario (Cereatae, nei pressi di Arpino 157-86 a. C.) e l'oratore Marco Tullio Cicerone (106-43 a. C.).

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