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Asmonèi

dinastia sacerdotale giudaica, detta anche Maccabei, dal soprannome di uno dei suoi rappresentanti più illustri (aramaico maqqaba', martello). La famiglia acquistò importanza storica in Israele da quando (168 a. C.) Mattatia, sacerdote della località di Modin, pronipote di Asmoneo, iniziò la rivolta contro il re di Siria Antioco IV Epifane (175-164 a. C.), persecutore del culto israelitico. La lotta si prolungò oltre la morte di Mattatia, sotto l'abile guida dei suoi figli. Tra di essi primeggiò Giuda Maccabeo, il quale ottenne una serie di strepitose vittorie contro le truppe di Antioco; occupò Gerusalemme, ne purificò il Tempio e vi fece riprendere i sacrifici nel 164; nell'anno 160 fu ucciso in battaglia. Gli succedette il fratello Gionata (160-143), che non solo riportò nuove vittorie, ma soprattutto, da abile politico, seppe approfittare delle rivalità interne dei pretendenti al trono di Siria dopo la morte di Antioco IV. Giovanni, Simeone ed Eleazaro, altri figli di Mattatia, continuarono la lotta e riuscirono a stabilire amichevoli rapporti con Roma, rafforzando notevolmente la loro posizione e preparando la liberazione completa della Palestina, che avvenne sotto Giovanni Ircano (134-104). Con lui e il successore Aristobulo I (104-103) iniziò la decadenza degli Asmonei: rivalità e gelosie familiari e lotte di partiti resero la situazione sempre più precaria; sotto Alessandro Janneo (103-76) divampò la guerra civile dal 93 all'88; un breve intermezzo si ebbe sotto Alessandra Salomè (76-67), ma alla sua morte si riaccese la guerra tra i suoi figli. I pretendenti ricorsero a Pompeo, il quale nel 63 occupò la Palestina. Aristobulo, uno dei contendenti, fu portato a Roma prigioniero, l'altro, Ircano, perse il titolo di re. Gli Asmonei vennero infine spodestati dalla famiglia dell'idumeo Antipatro, al quale succedette Erode. Antigono, ultimo degli Asmonei, fu fatto uccidere da Erode nel 25 a. C.