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Babel, Isaak Emmanuilovič

scrittore di origini ebraiche (Odessa 1894-? 1941). Nato da una famiglia della piccola borghesia ebraica, partecipò alla guerra civile come soldato della I Armata a cavallo. Nel 1937 fu accusato di deviazionismo e illegalmente processato; rinchiuso in un campo di concentramento, venne in seguito fucilato. Si conosce soltanto una parte della sua opera, pubblicata prima della sua persecuzione. Nel 1926 uscì la raccolta di racconti L'armata a cavallo, nata dalla sua partecipazione alla campagna del maresciallo Budënnyj in Polonia; nel 1931 furono pubblicati I racconti di Odessa, ricchi di impressioni e ricordi autobiografici, che rispecchiano l'ambiente ebraico in cui Babel visse; nel 1932, I racconti. Scrisse anche due interessanti drammi, Il tramonto (1928), episodio di vita ebraica a Odessa, e Marija (1935), sul disfacimento del mondo borghese. Babel è anche autore di numerose sceneggiature, di cui conosciamo La fortuna ebraica (1926), Le stelle erranti, Benja Krik e In prigione da Petljura (1938). Maestro del racconto breve, Babel rappresenta la vita nei sentimenti contraddittori che la compongono: umanità e crudeltà, ascetismo e sensualità, umorismo e tragedia. Per quanto riguarda la Rivoluzione d'Ottobre, Babel cercò di vederla in modo assolutamente oggettivo: di coglierne cioè la grandezza, ma anche il terrore e la violenza; per finire col considerarla una specie di introduzione a una sua rivoluzione dello spirito e del cuore. Per questo motivo fu assai criticato e quasi cancellato dalla letteratura sovietica; solo dopo la morte di Stalin è stato riabilitato. Fu arrestato e ucciso in un lager.

Bibliografia

J. Stora-Sandor, Jsaac Babel, 1894-1941. L'homme et l'œuvre, Parigi, 1968; J. Pomianowski, Babel, Firenze, 1973; R. Grieco, Invito alla lettura di Babel, Milano, 1979; G. Del Monte, Il mondo ebraico nei racconti di Babel, Milano, 1987.

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