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Balbo, Ìtalo

gerarca del fascismo e aviatore italiano (Quartesana, Ferrara, 1896-Tobruch 1940). Valoroso ufficiale nella prima guerra mondiale, fu tra i fondatori dell'Associazione Nazionale Alpini. Approdò al fascismo nel 1921, dopo la laurea in scienze politiche conseguita a Firenze. Esponente del fascismo agrario, organizzò l'azione squadristica in Emilia facendo saltare il patto di pacificazione raggiunto da Mussolini con i socialisti. Nell'ottobre 1922 fu quadrumviro della marcia su Roma e, successivamente, comandante generale della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale. Sottosegretario all'Economia Nazionale, nel novembre 1926 approdò all'Aeronautica come sottosegretario e poi ministro (1929-33) e lanciò un programma organico di potenziamento, di cui le crociere collettive (celebre quella del Nord Atlantico del 1933) restano l'aspetto più spettacolare. La sua popolarità suscitò l'invidia del Duce, che lo rimosse dall'incarico di ministro promuovendolo maresciallo dell'aria e nominandolo governatore della Libia. Moderato, si oppose alle leggi razziali, all'alleanza con i Tedeschi e all'entrata nella seconda guerra mondiale. Morì il 28 giugno 1940 quando il suo aereo fu abbattuto per errore nel cielo di Tobruch dall'artiglieria antiaerea italiana.

Bibliografia

S. Panunzio, Italo Balbo, Milano, 1923; C. Malaparte, E. Falqui, Vita di Pizzo di Ferro detto Italo Balbo, Roma, 1931; P. Orano, Balbo, Roma, 1940; C. Segrè, Italo Balbo, Bologna, 1988.

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