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Baréngo

comune in provincia di Novara (19 km), 225 m s.m., 19,36 km², 942 ab. (barenghesi), patrono: Maria Santissima Assunta (15 agosto).

Centro dell'alta pianura novarese, situato alla destra del torrente Agogna. Di origine longobarda, appartenne al comitato di Pombia; alla metà del sec. X ne erano signori Ingone di Bercledo e Ribaldo di Suno. Fu donato poi da Enrico IV ai vescovi di Novara, che lo diedero in feudo ai signori di Momo. Seguì poi le vicende di Novara fino al 1441, quando Filippo Maria Visconti lo passò a Galeotto Toscano. Otto anni più tardi Francesco Sforza lo attribuì ai Tornielli, che ne cedettero i diritti in parte ai Ferrero e in parte alla comunità di Barengo.§ Il paese è sovrastato dal castello quattrocentesco, in gran parte ricostruito alla fine del sec. XIX. Gli oratori di Santa Maria di Campagna, di San Rocco e di San Clemente conservano affreschi del sec. XV. Affreschi staccati dalle chiese di Sant'Andrea e di San Clemente sono oggi conservati nel palazzo dell'Arengo a Novara.§ L'economia si basa sull'industria dell'abbigliamento. L'agricoltura produce uva (da cui si ricava un vino tipico locale) e cereali; è praticato l'allevamento bovino.

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