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Benadir

regione amministrativa (1657 km²; ca. 520.100 ab. secondo una stima del 1980; capoluogo Mogadiscio) della Somalia meridionale, affacciata all'Oceano Indiano. Il territorio, pianeggiante, orlato da dune costiere alte sino a 150 m e coperto da macchie e boscaglie, è attraversato dal basso corso dell'Uebi Scebeli. Principali risorse economiche sono l'agricoltura (cereali, cotone, tabacco, canna da zucchero, semi oleosi, banane), la pastorizia e la pesca. Le attività industriali sono concentrate a Mogadiscio. Col nome di Benadir (in arabo Barr al-Banādir, costa dei porti) viene anche indicata la regione geografica compresa tra la costa della Somalia da Adale (ex Itala) alla foce del Giuba e il corso dell'Uebi Scebeli. Uniforme e sabbiosa, la costa è orlata da una scogliera sottomarina che rende difficile l'approdo specie nel periodo da maggio a settembre in cui soffia, da S, il monsone. § Frequentati da tempi remoti da popoli provenienti dalla Penisola Arabica e dal Golfo Persico, all'inizio del sec. XVI, per ca. due secoli, i porti del Benadir caddero sotto l'influenza dei Portoghesi che nel 1499 avevano bombardato Mogadiscio (navi di Vasco da Gama) e nel 1507 avevano saccheggiato Brava (Tristão da Cunha). Verso la fine del sec. XVII la regione fu occupata dalla dinastia Yorubi di ʽOmān e poi da quella Busaidi (Abū Saʽīd), il cui sultano Sayyd Saʽīd ibn Sultan, salito al trono nel 1804, trasferì la propria sede nell'isola di Zanzibar, edificandovi la capitale dei suoi possedimenti africani. Nel 1861, col distacco del Sultanato di Zanzibar da quello di Mascate, avvenuto in virtù del giudizio arbitrale del viceré dell'India, lord Canning, la regione del Benadir, coi porti di Uarsciek, Mogadiscio, Merca, Brava e Chisimaio, passò sotto l'autorità di Saʽīd Barghash. L'Italia, incoraggiata anche dall'Inghilterra che vedeva con preoccupazione la presenza tedesca in quella parte dell'Africa, stipulò nel 1885 un trattato commerciale col sultano di Zanzibar, iniziando anche negoziati per la cessione in affitto dei porti del Benadir. Una convenzione in tal senso fu firmata nel 1892 a Londra e ratificata l'anno successivo dal sultano Hamid-Bin-Thwain. L'amministrazione dei porti, curata dapprima a mezzo della Compagnia Filonardi (1893-96) e poi a mezzo della Società Anonima Commerciale Italiana del Benadir (1899-1905) fu infine rilevata dal governo italiano che si assicurò il possesso della regione in base a un accordo col governo inglese e al pagamento di 144.000 sterline al sultano (accordo di Londra del 13 gennaio 1905).

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