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Berluscóni, Sìlvio

imprenditore e uomo politico italiano (Milano 1936). Laureatosi in giurisprudenza all'Università Cattolica di Milano, iniziava la propria attività imprenditoriale nell'edilizia. Entrato nel settore delle televisioni commerciali, alla fine degli anni Settanta riusciva a costituire il maggior gruppo televisivo privato italiano con la proprietà di tre reti nazionali (Canale 5, Italia 1 e Rete 4). Assumeva, poi, un ruolo di rilievo nell'editoria con il controllo della Mondadori e di alcune testate di prestigio, mentre con la società Fininvest era presente in vari campi, dalle assicurazioni alla consulenza finanziaria, alla pubblicità, alla grande distribuzione. Negli anni Novanta, determinatasi una crisi politica con il declino dei maggiori partiti di governo, Berlusconi maturava l'idea di un suo diretto impegno in politica. Alla vigilia delle elezioni politiche anticipate del 1994 fondava il movimento Forza Italia e riusciva a dar vita a una composita alleanza elettorale con il Centro Cristiano Democratico, l'Unione di Centro, MSI-Alleanza Nazionale e la Lega. La vittoria elettorale portava Berlusconi alla guida di un governo di centro-destra, ma i contrasti tra le varie forze dell'alleanza, già evidenziatesi durante la campagna elettorale, esplodevano con la decisione della Lega di passare all'opposizione, determinando la caduta dell'esecutivo (gennaio 1995). Alle elezioni politiche anticipate del 1996, Berlusconi con lo schieramento di centro-destra, il Polo delle libertà, non riusciva a ottenere la maggioranza di governo, nonostante il suo movimento, Forza Italia, si confermasse la prima formazione della coalizione. Nel 1998, la sua leadership, sebbene messa in crisi da due condanne per falso in bilancio (1997) e finanziamento illecito ai partiti (1998), veniva confermata dal primo congresso forzista. Intanto, non ancora risolto il problema del conflitto di interessi, derivato dalle sue partecipazioni in varie attività economiche e dalla titolarità di mezzi di comunicazione e di informazione, Berlusconi si adoperava per rafforzare le alleanze all'interno del centro-destra, con una nuova intesa politica con la Lega di Bossi, e nel 2001, veniva presentato nuovamente dal suo schieramento, la Casa delle libertà, come candidato alla presidenza del Consiglio. Vinte le elezioni del 13 maggio 2001, Berlusconi veniva nominato presidente del Consiglio (2001-2006). Dopo le dimissioni del ministro R. Ruggero (gennaio 2002) Berlusconi assumeva l'interim degli Esteri e lo manteneva fino al novembre dello stesso anno. Nel 2004, al secondo congresso di Forza Italia, veniva riconfermato presidente. Alla fine del 2007 Berlusconi annuncia la nascita del Popolo della Libertà, per unire politicamente Forza Italia, AN e altre formazioni liberali. Dopo il successo elettorale dell'aprile 2008 Berlusconi veniva nominato premier. Nel marzo 2009 Berlusconi concludeva i lavori del congresso per la fondazione del nuovo partito il Popolo della Libertà. In seguito alla forte crisi finanziaria che si abbatteva sul Paese e alla immobilità politica del suo governo, nel novembre del 2011 rassegnava le dimissioni per favorire un governo di larghe intese, guidato da M. Monti.

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