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Bibbièna, Bernardo Dovizi, detto il-

letterato italiano (Bibbiena 1470-Roma 1520). Entrato giovanissimo al servizio dei Medici, cancelliere di Lorenzo il Magnifico e di Piero, fu particolarmente devoto al cardinale Giovanni, poi papa Leone X, per la cui elezione al pontificato si adoperò attivamente, ricevendone in premio il cappello cardinalizio (1513). Elegante e faceto cortigiano, fu molto apprezzato alla corte di Urbino per la piacevolezza della conversazione: celebrato da B. Castiglione nel suo Cortegiano, fu effigiato da Raffaello in due bellissimi ritratti. Scrittore d'occasione, sciolto da ogni pedanteria accademica, Bibbiena ha legato il suo nome a una delle più festevoli e brillanti commedie del Cinquecento, la Calandria (1513), che ha le sue fonti nelle novelle di beffa del Decameron: il protagonista, Calandro, ricorda nel nome e nel carattere il Calandrino di Boccaccio. Nella Calandria circola un'atmosfera stregata, quasi surrealistica, che riscatta la licenziosità delle situazioni, mentre sui personaggi, allucinate vittime del sortilegio dei sensi, celebra il suo trionfo il rinascimentale culto della bellezza.

Bibliografia

L. Russo, Commedie fiorentine del Cinquecento, Firenze, 1939; G. L. Moncallero, Il cardinale Bernardo Dovizi da Bibbiena umanista e diplomatico, Firenze, 1953; F. Ruffini, Commedia e festa nel Rinascimento: la Calandria alla corte di Urbino, Bologna, 1986.

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