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Campertógno

comune in provincia di Vercelli (88 km), 815 m s.m., 34,18 km², 228 ab. (campertognesi), patrono: san Giacomo (25 luglio).

Centro dell'alta Valsesia, situato sulla sponda sinistra del fiume Sesia. Nel Medioevo fu possesso dei conti di Biandrate (sec. IX) e dal 1217 del comune di Vercelli. Verso la metà del sec. XIV passò con altri centri della valle sotto il dominio dei Visconti, seguendo le sorti del Ducato di Milano fino al 1703, anno in cui passò ai Savoia. § La parrocchiale di San Giacomo, edificata tra il 1720-35 sui resti di un antichissimo oratorio, fu consacrata nel 1760. È a una sola navata con quattro cappelle laterali e conserva pregevoli opere d'arte, tra cui le statue lignee dei sec. XVII e XVIII di San Giuseppe falegname, della Madonna del Carmine, della Madonna del Rosario, e un Crocifisso con angeli in volo e anime purganti di squisita fattura valsesiana; inoltre il dipinto raffigurante San Giacomo in gloria (1737) di Carlo Borsetti e quelli dei fratelli Avondo rappresentanti episodi della Vita di San Giacomo. Nel museo parrocchiale, che raccoglie molte opere di pittura, scultura e arredi religiosi, si segnalano la tela di Pier Francesco Gianoli raffigurante la processione votiva al Sacro Monte di Varallo in occasione della peste del 1630 e il modello in legno della chiesa parrocchiale, risalente ai primi del Settecento, costruito da artigiani locali su progetto attribuito a Guarino Guarini . § L'economia si basa sul turismo, sia di soggiorno estivo sia escursionistico alla Cima delle Balme. Sono presenti imprese artigianali della lavorazione del legno. Si pratica l'allevamento bovino, ovino e caprino.