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Campigli, Màssimo

pittore italiano (Firenze 1895-Saint-Tropez 1971). A Milano fu in contatto con Boccioni e i futuristi. Dopo la guerra si recò a Parigi dove elaborò una pittura che risente del cubismo e in particolare di Léger, ma filtrata da viva sensibilità per l'antica arte egizia e minoica. Più tardi (1928) sarà il fascino dell'arte etrusca ad agire profondamente su tutta la sua successiva pittura. Le composizioni geometrizzanti di Campigli, in cui si inseriscono figure femminili, hanno lo stile aprospettico e semplificato di primitive o infantili pitture murali e a esse le avvicina anche una tavolozza terrosa e pastosa . La semplificazione aspra delle immagini, ermetiche e ieratiche come idoli, è talvolta addolcita da un'atmosfera di confidenziale, quasi civettuola intimità femminile (Donne sul divano, 1952; Roma, collezione privata).

J. Cassou, Campigli, Parigi, 1957; A. Chastel, Les idoles de Campigli, Parigi, 1961; A. Carrieri, F. Russoli, Massimo Campigli, Milano, 1965; F. Middlehurst, The Private World of Campigli, Londra, 1982.

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Massimo Campigli.