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Capizzi

comune in provincia di Messina (156 km), 1100 m s.m., 69,90 km², 3564 ab. (capitini), patrono: san Giacomo (26 luglio).

Centro situato sul versante meridionale dei monti Nebrodi; è compreso nel Parco Regionale dei Nebrodi ed è tra i comuni più elevati dell'isola. L'abitato, posto nell'alto bacino del fiume di Troina, è addossato a un rilievo roccioso che lo circonda. È forse l'antica Capitium. Passato sotto le varie dominazioni che si susseguirono in Sicilia, fu città demaniale sotto i Normanni e durante la dominazione sveva ebbe vari feudatari, per poi ritornare al demanio. Nel 1682 fu acquistato da Lancellotto Castelli. § La chiesa madre, con facciata del locale Pietro del Campo (1800), conserva un portale gotico del 1234 e un fonte battesimale medievale appartenenti alla costruzione primitiva. Nella chiesa di San Giacomo è una statua attribuita ad Antonello Gagini (sec. XV-XVI), mentre in quella di Sant'Antonio Abate si trova una tela del Patania (1842). Annesso alla chiesa è l'oratorio della Compagnia del Santissimo Sacramento. Eleganti palazzi nobiliari dei sec. XVII, XVIII e XIX abbelliscono l'abitato. § L'economia si basa sull'agricoltura, che produce uva da vino e grano, e sull'allevamento ovino e bovino. § Nella notte fra il 31 agosto e il 1° settembre si celebra la Festa di Sant'Antonio: la tradizione vuole che i devoti viaggino a cavallo o sui muli fino ai boschi in contrada Cannella, dove consumano un pasto abbondante, per poi fare rientro al paese in processione.