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Caporali, Bartolomèo

pittore e miniatore italiano (Perugia ca. 1420-ca. 1505). Nel 1442 risulta iscritto alla locale corporazione dei pittori. La sua formazione maturò a Perugia nel clima di fermenti rinascimentali instaurato dal soggiorno perugino di Domenico Veneziano. La complessa vicenda critica sull'opera del Caporali si accentra sulla discussa attribuzione all'artista di due gruppi di dipinti: due tavolette, già Barberini, divise tra il Metropolitan Museum di New York (Natività della Vergine) e il Museum of Fine Arts di Boston (Presentazione al tempio) e il complesso decorativo della nicchia di S. Bernardino datato 1473 (Perugia, Galleria Nazionale dell'Umbria). Le tavolette sono state attribuite a un Maestro delle Tavole Barberini identificato da F. Zeri con Giovanni Angelo D'Antonio da Camerino e da altri con Bartolomeo di Giovanni Corradini detto Fra' Carnevale; i pannelli perugini invece furono eseguiti sotto la direzione del Perugino e Caporali collaborò all'insieme e di sua mano realizzò due pannelli. Bartolomeo ebbe un fratello, Jacopo (morto nel 1478), rappresentante notevole della scuola di miniatura di Perugia. § Giovanni Battista (Perugia ca. 1476-ca. 1560), architetto e pittore, figlio di Bartolomeo, sembra sia stato allievo tanto del Perugino quanto di Luca Signorelli. Le poche notizie sicure e la scomparsa di gran parte delle sue opere rendono problematica la ricostruzione della sua attività. Nella Madonna e santi datata 1492 (Galleria Civica di Città di Castello) l'artista rivela elementi di riscontro con lo stile pittorico del Signorelli. Un viaggio a Roma allargò i suoi orizzonti accostandolo ai moduli raffaelleschi e a quelli di Giulio Romano, così come viene esemplato nella decorazione a fresco del salone della villa Passerini (detta il Palazzone) presso Cortona. Caporali tradusse Vitruvio in un'edizione perugina del 1536.