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Carasco

comune in provincia di Genova (51 km), 32 m s.m., 8,60 km², 3274 ab. (caraschesi), patrono: san Marziano (9 dicembre).

Centro della val Fontanabuona. Nel Medioevo fu un importante scalo di merci per la Lombardia e possesso, in parte, del monastero di San Giovanni di Pavia. Divenuto nel sec. XI feudo dei Ravaschieri, un ramo dei conti di Lavagna, nel sec. XII fu assoggettato alla Repubblica di Genova. Nel 1660 fu gravemente danneggiato dalle inondazioni del torrente Sturla. § L'abitato si sviluppa a N del torrente Lavagna, attraversato da un pittoresco ponte del sec. XVII in pietra e mattoni. Sul colle di Rivarola sono i resti del castello medievale; tracce di un piccolo nucleo abitato, pure medievale, sono in località Terrarossa. A Graveglia sorge la chiesa di Santa Maria di Sturla. § L'agricoltura produce olive, frutta (soprattutto uva) e nocciole. Sviluppata è l'industria, attiva nei settori chimico (vernici, gomma, materie plastiche), meccanico, cartotecnico, calzaturiero, dell'abbigliamento, del mobile, delle attrezzature sportive (subacquea), degli elettrodomestici (macchine per caffè), dei materiali da costruzione e della lavorazione del legno.