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Castelmòla

comune in provincia di Messina (53 km), 529 m s.m., 16,40 km², 1092 ab. (castelmolesi), patrono: san Giorgio (23 aprile).

Centro dei monti Peloritani, situato sulla cima di un grande promontorio roccioso che si spinge a SE nel mar Ionio, culminando con il capo Taormina. Insediamento fortificato nato per difendere Taormina verso l'entroterra, fu distrutto da Dionisio I tiranno di Siracusa (392 a. C.), riedificato e nuovamente distrutto dagli Arabi (902). Nel 1637 fu acquistato dal Marullo e passò poi ai Castello e ai Villadicane. Dominano l'abitato i resti del castello (sec. XVI). § La chiesa di San Giorgio (costruita forse nel sec. XVII), che incorpora una torre campanaria e una navata trasversale, custodisce dipinti coevi. La parrocchiale, dedicata a San Nicolò di Bari, fu ricostruita nel 1935 su una struttura del sec. XVI. § I principali prodotti dell'agricoltura sono gli agrumi, i cereali, le olive e l'uva; è diffuso l'allevamento. È rilevante il turismo estivo.