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Dionìsio I

tiranno di Siracusa, detto il Vecchio (432-367 a. C.). Impadronitosi con relativa facilità del potere in Siracusa, dedicò ogni sforzo alla lotta contro i Cartaginesi, che condusse per circa quarant'anni, con alterne vicende e in quattro distinte campagne militari. Campione della difesa della grecità d'Occidente contro i barbari, non rifiutò però, nelle sue trame imperialistiche, l'alleanza dei Lucani per combattere la Lega Italiota, o l'alleanza dei Galli per contrastare in Tirreno e in Adriatico la potenza degli Etruschi. Estese il suo controllo sulle città greche di Sicilia, su quelle della Magna Grecia ionica, dove distrusse Reggio e fece di Locri l'epicentro del suo potere, e infine sull'area adriatica, dove iniziò la deduzione di alcune colonie commerciali (Lissos, Issa, Pharos, Ancona e Adria). I suoi sudditi pagarono a caro prezzo la sua costante politica di armamenti, che sola gli poté assicurare il momentaneo successo: con il sacrificio della libertà politica, con un clima di repressione all'interno e con sempre più gravi vessazioni tributarie. § Dionisio I volle essere anche poeta tragico e lirico e paladino della diffusione in Occidente della cultura greca. Scrisse pertanto numerose tragedie e commedie, che pare non avessero particolari pregi letterari e delle quali restano pochi titoli e qualche frammento. Anche Dionigi.

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