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Castiglióni, Achille

architetto e designer italiano (Milano 1918-2002). Laureatosi in architettura al Politecnico di Milano nel 1944, entrò a far parte dello studio che era già stato avviato nel 1938 dai fratelli Pier Giacomo e Livio (che però dal 1952 collaborò con il gruppo solo inoccasione di grandi iniziative). Lo studio, che ha acquisito nel corso di quasi un cinquantennio di attività una notevole importanza a livello internazionale per la ricerca e la sperimentazione nell'ambito dell'industrial design, tra il 1954 e il 1964 definì le linee della propria progettazione, basata su un funzionalismo con forte intenzionalità estetica. Una carica ironica traspare costante nei progetti di Castiglióni che traspongono nel mondo del design il concetto del ready-made di Duchamp: per esempio la lampada a stelo Tojo (1962) per Flos ha il riflettore ricavato da un comune fanale d'auto e l'asta ripresa da una canna da pesca. Gli apparecchi di illuminazione hanno sempre esercitato una forte attrazione su Castiglióni: da ricordare nel 1962 la lampada Arco, ispirata ai lampioni stradali, nel 1971 Parentesi e nel 1978 Frisbi. Cofondatore dell'ADI (Associazione per il Disegno Industriale, 1956), Castiglióni ha affiancato all'attività didattica (al Politecnico di Torino, 1969-77, e a quello di Milano, dal 1981) un'intensa attività professionale, per la quale ha ricevuto numerosi e importanti riconoscimenti (ha vinto per ben nove volte il premio Compasso d'Oro; otto sue opere sono conservate al MoMA di New York, che nel 1998 gli ha dedicato una mostra antologica, la più grande allestita per un designer italiano). In continua e intensa collaborazione con l'industria, Castiglióni ha sempre proseguito il suo impegno di promotore e protagonista dei più importanti eventi nel campo del design e dell'architettura (dal 1947 è stato presente a tutte le Triennali di Milano). Ha progettato, tra le altre, per aziende come Alessi, Brionvega, Driade, Flos, Ideal Standard, Kartell, Cassina, Zanotta.