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Cellèno

comune in provincia di Viterbo (18 km), 407 m s.m., 24,59 km², 1339 ab. (cellenesi), patrono: Santo Crocifisso (14 settembre).

Centro dei monti Volsini, posto sulle pendici esterne del recinto craterico del lago di Bolsena. Di origini etrusche, poi centro romano, diventò libero comune nel sec. XIII. Distrutto dai ghibellini, fu ricostruito da Orvieto nel 1323. Ceduto agli Orsini da Clemente VII (1527), passò successivamente alle dirette dipendenze della Camera Apostolica. § Il paese comprende un nucleo più antico con case in tufo rosso, raccolto ai piedi del castello Orsini e pressoché disabitato, e una parte moderna. Il borgo presenta tuttora l'originaria fisionomia medievale, in cui spiccano il castello Orsini (rimaneggiato nei sec. XV-XVI) e la chiesa di San Rocco, che conserva strutture medievali e rinascimentali. Interamente rimodernata è la chiesa del Crocifisso. § L'economia si basa sull'agricoltura (frumento, uva, olive e ciliegie, alle quali è dedicata una popolare sagra) e sull'allevamento; nell'industria operano aziende per l'estrazione di farine fossili e la lavorazione della carta e del legno.