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Amatrice

comune in provincia di Rieti (68 km), 955 m s.m., 174,43 km², 2807 ab. (amatriciani), patrono: santa Maria della Filetta (domenica dopo l'Ascensione).

Centro nell'alta valle del fiume Tronto; è compreso nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Già abitato dai Romani, fu uno dei centri rurali delle Terre Summatine, comprese nel Ducato di Spoleto. Citato fin dal 1012 in un documento dell'abbazia di Farfa, passò alla Chiesa e al comune di Ascoli, finché, attorno al 1265, fu annesso da Manfredi di Svevia al Regno di Napoli. Elevato a città nel 1486 da Ferdinando II, fu distrutto dalle truppe francesi nella seconda metà del sec.XVI; passò agli Orsini e al duca di Gravina, per tornare poi sotto il controllo diretto del re di Napoli.§ Gli influssi marchigiani e abruzzesi sono evidenti nei monumenti tardomedievali e rinascimentali costruiti in pietra serena. La chiesa di San Francesco, romanico-gotica, ha portale finemente scolpito e l'interno a una navata con affreschi. Caratteri gotici presenta la chiesa di Sant'Agostino, con prezioso portale a cuspide, scolpito e sormontato da rosone e campanile a torre. Va inoltre ricordata la chiesa di Santa Maria del Suffragio, con facciata barocca. Nei pressi del paese è la chiesa della Madonna delle Grazie (detta “Icona Passatora”), di semplice struttura tardomedievale.§ Oltre all'agricoltura e all'allevamento, opera un modesto settore manifatturiero (calzature, impianti tipografici, ferro battuto). È luogo di villeggiatura con buona ricettività e strutture ricreative e sportive.

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