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Cencenighe Agordino

comune in provincia di Belluno (40 km), 773 m s.m., 18 km², 1484 ab. (cencenighesi), patrono: sant' Antonino Abate (17 gennaio).

Centro dell'Agordino, alla confluenza della valle del Biois con quella del torrente Cordevole. Citato in documenti del sec. XIII, fiorì tra i sec. XVI-XVII come centro di estrazione e di lavorazione del ferro. Seguì le vicende storiche dell'Agordino e fece parte della comunità di Soprachiusa, del cui consiglio fu sede. Nel 1439 subì devastazioni da parte delle milizie viscontee e nel 1510 da parte di quelle tedesche. Fu tra le località più colpite dall'alluvione del 4 novembre 1966. Fino al 1964 si chiamò soltanto Cencenighe. Nell'abitato, che conserva pittoresche case in legno, si trova la parrocchiale duecentesca (rimaneggiata), con affreschi del sec. XVI e una pala del Tizianello. § L'industria è attiva nei settori dell'occhialeria, dell'abbigliamento, tessile, edile, dei materiali da costruzione, meccanico, del mobile e del legno. Buona l'attività turistica di villeggiatura, escursionistica e di sport alpini.