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Belluno (città)

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capoluogo della provincia omonima, 383 m s.m., 147,18 km², 36.361 ab. secondo una stima del 2007 (bellunesi), patrono: san Martino di Tours (11 novembre).

Generalità

Città del Veneto, situata sulla destra del medio corso del fiume Piave, ai piedi del versante meridionale del monte Serva; è compresa nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Sorta sulla penisola formata dalla confluenza del torrente Ardo nel Piave, la città ebbe un consistente sviluppo urbanistico nel sec. XIX a N, oltre piazza Campitello e lungo la strada per Feltre, mentre più recente è lo sviluppo sulla sinistra dell'Ardo, dove sorge l'ampio e moderno quartiere Cadore, e a NE, dove la città ha inglobato il borgo di Mussoi. Belluno ha assunto sempre più marcatamente la funzione di polo di concentrazione urbana: dal territorio provinciale si è infatti registrato un notevole flusso di popolazione verso il capoluogo o i suoi immediati dintorni. L'industria è prevalentemente concentrata lungo la statale del Grappa, a NE dell'abitato. È sede vescovile.

Storia

Sede di un importante insediamento dei Veneti (Bellunum), divenne poi municipio romano. Sottrattasi al dominio longobardo grazie alla crescente potenza dei suoi vescovi conti, si eresse in libero comune forse nel sec. XIII. Nel secolo successivo fu lungamente contesa tra i trevisani e numerose altre signorie. Nel 1404 si diede spontaneamente a Venezia, sotto cui rimase ininterrottamente fino al 1797, salvo un breve periodo di dominazione asburgica (1411-20) e durante le convulse vicende della Lega di Cambrai (1508-10), quando cadde più volte in mano ai francesi. Passata agli austriaci con il trattato di Campoformido (1797), dopo le vicende napoleoniche fece parte del Lombardo-Veneto fino all'unione con l'Italia, avvenuta nel 1866. Fu occupata dagli austriaci durante la prima guerra mondiale (dall'ottobre 1917). Dopo la proclamazione dell'armistizio (8 settembre 1943), fu compresa con Trento e Bolzano nel cosiddetto Alpenvorland e posta sotto la diretta amministrazione tedesca. Attivo centro di resistenza partigiana soprattutto a partire dal 1944, dopo la liberazione, completatasi il 2 maggio 1945, fu insignita della medaglia d'oro al valor militare.

Arte

L'abitato presenta il tipico aspetto delle cittadine venete, con strade fiancheggiate da case gotiche e rinascimentali, spesso porticate, e piazze con fontane. Sulla piazza centrale prospettano il duomo intitolato a San Martino (inizi del sec. XVI), il Palazzo dei Rettori (iniziato nel 1491 forse su disegno di Giovanni Candi) e la torre civica, resto dell'antico Palazzo dei Vescovi. Il duomo, di T. Lombardo, ha un interno a tre navate e contiene tele di J. Bassano, Schiavone, Palma il Giovane, P. Vecchia e G. Diziani. Il Palazzo dei Rettori (ora Prefettura) ha un porticato su colonne e due piani di bifore. Nei pressi si trova la piazza del Mercato, circondata da edifici porticati del Rinascimento (Monte di Pietà, 1501), con la bella fontana gotica di San Lucano (1410). Da qui parte via Mezzaterra, l'asse principale del centro antico, fiancheggiata da edifici monumentali. Tra le altre chiese della città spicca la gotica Santo Stefano (1468). La chiesa di San Pietro contiene opere di artisti bellunesi: la pala dell'altare maggiore e affreschi di S. Ricci (1659-1734) e pale lignee scolpite di A. Brustolon (1660-1732). In piazza dei Martiri, ricordata anche come piazza Campedel, si trova, inglobata tra le case, la chiesa di San Rocco, edificata dopo la peste del 1561.Il Museo Civico conserva dipinti di scuola veneta, bronzetti, medaglie e placchette dei sec. XV-XVI. Da ricordare inoltre il Museo del 7° Reggimento Alpini, con sede nella caserma Salsa, e il Museo Etnografico rassegna di attrezzi e oggetti del passato.

Economia

L'incremento demografico degli ultimi decenni si è accompagnato da una parte a un notevole sviluppo delle attività industriali e terziarie, dall'altra a un calo dell'agricoltura, nel passato principale fonte di reddito. Alla base dell'economia bellunese è oggi l'industria, al cui interno spiccano i settori ottico (produzione di occhiali e lenti a contatto), metalmeccanico, meccanico di precisione, mentre è diminuito il peso del settore edile; si distinguono ancora i comparti tessile, impiantistico, laterizio, alimentare, dell'abbigliamento e della lavorazione del legno. La città ha conservato un equilibrio tra le esigenze dello sviluppo artigianale e industriale e quelle turistico-ambientali. Anche se quest'area, posta ai margini delle Dolomiti, non può competere con i centri del vicino Cadore e Ampezzano, le attrezzate piste di sci e i complessi alberghieri dell'altopiano del Nevegal, che domina a SE la città, costituiscono un grande richiamo per il turismo invernale.

Curiosità

La Festa della Madonna Addolorata e quella di San Martino, che si svolgono rispettivamente in primavera e in autunno, sono i due maggiori appuntamenti della tradizione bellunese. La città diede i natali allo scrittore Dino Buzzati (1906-1972).