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Cercemaggióre

comune in provincia di Campobasso (23 km), 930 m s.m., 56,50 km², 4272 ab. (cercesi), patrono: san Vincenzo (11 settembre).

Centro situato sui monti del Sannio a dominio dell'alta valle del fiume Tammaro. Di antichissime origini, fu distrutto dai Saraceni nel sec. IX e risorse con il nome di Cerza (dal latino volgare cercea, “quercia”) Maior (in contrapposizione a Cercepiccola). Ebbe molti signori: dai conti di Molise ai Carafa, e, infine, ai Doria. § La parrocchiale di Santa Maria della Croce, ricostruita nel sec. XVI e dopo il terremoto del 1805, conserva tele e affreschi sei-settecenteschi e un organo dipinto e intagliato del 1735. § All'agricoltura (cereali, ortaggi, frutta, uva e foraggi) e all'allevamento (bovini, suini, ovini, caprini) è legata una piccola industria di trasformazione alimentare (formaggi e salumi). Sono attive imprese artigianali nei settori tessile e della lavorazione del legno e dei metalli. Di qualche rilievo è il turismo di villeggiatura ed escursionistico. § Sul monte Saraceno sono resti di fortificazioni sannitiche. Verso la valle è il santuario di Santa Maria della Libera, con statue e affreschi secenteschi. In località Caselvatico è una torre medievale.