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Colognòla ai Còlli

comune in provincia di Verona (18 km), 80 m s.m., 20,83 km², 6913 ab. (colognolesi), patrono: san Biagio (3 febbraio).

Centro nella bassa valle d'Illasi, sulle estreme propaggini meridionali dei monti Lessini. Sviluppatosi lungo l'antica via consolare Postumia, appartenne ai vescovi di Verona e nel 1231 passò al comune della città. Divenne in seguito possesso degli Scaligeri e dei Visconti (1387), che lo concessero in feudo ai Nogarola. § La parrocchiale dei Santi Fermo e Rustico, fondata nel sec. XIII e rimaneggiata nel sec. XVII, con facciata del 1746 e campanile del 1770, conserva un fonte battesimale in marmo rosso del 1470, un affresco di F. Morone e alcuni reperti archeologici romani. Poco distante sono i resti della rocca medievale (sec. XI). Tra le numerose residenze signorili, circondate da parchi e giardini, sono la villa Peverelli (sec. XVII), che conserva nelle fondamenta resti di una fortificazione romana, villa Spinola (sec. XVI), anch'essa costruita su un edificio di epoca romana, villa Carcereri (sec. XVI), con resti di affreschi, e la villa Glisenti, del sec. XIX. § L'agricoltura produce uva, ortaggi e foraggi per l'allevamento bovino. L'industria è presente nei settori alimentare, edile, meccanico, tessile, del legno, delle arti grafiche, dei materiali lapidei, dell'abbigliamento e della lavorazione dei metalli.

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