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Cosoléto

comune in provincia di Reggio di Calabria (60 km), 440 m s.m., 33,83 km², 976 ab. (cosoletani), patrono: san Sebastiano (20 gennaio).

Centro posto su un ripiano terrazzato dell'alta valle del torrente Diverso; è compreso nel Parco Nazionale dell'Aspromonte. Le sue origini probabilmente si collegano all'esodo delle popolazioni della costa per sfuggire alle incursioni saracene. Appartenne a varie famiglie di feudatari, tra cui i Francoperta, che nel 1671 ne ottennero il titolo di principi, e i Tranfo di Tropea, ai quali rimase fino al 1806. § Il centro medievale venne completamente distrutto dal terremoto del 1783 e l'abitato moderno fu ricostruito in posizione più elevata. In località Sitiziano sono i ruderi del castello medievale, mentre ad Acquaro sorge il cinquecentesco santuario di San Rocco, meta di pellegrinaggi e di una pittoresca processione che ha luogo il 16 agosto. § L'economia si basa sull'agricoltura (olive, cereali, patate, castagne e uva da vino), cui si affianca l'allevamento ovino e caprino. Sono attive botteghe artigiane di ebanisteria e di lavorazione del ferro battuto.