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Costa-Gavras, Constantin

regista cinematografico francese di origine greca (Iraia, oggi Gortynia 1933). Dopo un paio di polizieschi (Vagone-letto per assassini, 1965; Il 13º uomo, 1967), passò al giallo-politico, per cui è rinomato insieme col suo sceneggiatore, lo scrittore J. Semprun. Il loro film più famoso, Z, l'orgia del potere (1968), è una vibrata denuncia del regime dei colonnelli in Grecia. Seguirono La confessione (1970), cupa testimonianza dei processi staliniani in Cecoslavacchia, e L'affare della Sezione speciale (1975), film giudiziario alla Cayatte. Scritto con F. Solinas, il precedente L'amerikano (1973) documentava invece il ruolo della CIA nella repressione della guerriglia latino-americana. Ha diretto ancora, tra gli altri: Missing (1981, Palma d'oro al Festival di Cannes), sul Cile dei militari; Hanna K. (1983), basato sull'ultima sceneggiatura lasciata da Solinas; Betrayed-tradita (1988), vigorosa denuncia del sottobosco razzista e violento dell'America rurale; Music Box (1989, Orso d'oro ex aequo al festival di Berlino), imperniato sulla dolorosa scoperta, da parte di un'affermata giurista, della connivenza del padre con il nazismo. Del 1992 è La piccola apocalisse, commedia dai toni grotteschi sulle vicende di un gruppo di ex sessantottini. Dopo Mad City (1997), sul mondo dei media, nel 2002 Amen, ispirato al discusso dramma Il vicario di Hochhuth, ha riaperto le polemiche sulla figura di Pio XII. Nel 2005 ha diretto Cacciatore di teste, nel 2009 Verso l'Eden e nel 2012 Le Capital.

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