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Crumb, George

compositore statunitense (Charleston 1929). Dopo la formazione iniziale al Mason College of Music di Charleston e all'Università dell'Illinois (sotto Eugene Weigel), proseguì gli studi con Boris Blacher (Hochschule für Musik di Berlino, 1954-55) e con Ross Lee Finney (Università del Michigan, 1959). Già professore di pianoforte, composizione e teoria all'Università del Colorado (1959-64), nel 1965 passò a insegnare composizione all'Università della Pennsylvania, dove sarebbe rimasto fino alla pensione (1997). Come da lui dichiarato, la sua musica, nella quale prevalgono istanze programmatico-illustrative, risente esplicitamente delle influenze di G. Mahler, C. A. Debussy e B. Bartók, e in gran parte delle composizioni vocali utilizza testi di García Lorca. Affascinato dall'immaginazione surreale ed esplosiva del poeta spagnolo, Crumb creò panorami musicali di simile luminescenza e intensità in lavori come Night of the Four Moons (1969) e Ancient Voices of Children (1970). Altra caratteristica comune nello stile di Crumb è la citazione musicale e testuale: J. S. Bach, S. Quasimodo, Blaise Pascal e R. M. Rilke in Music for a Summer Evening (1974), dove l'artista descrive la solitudine dell'uomo che cade nella spaventosa infinità dello spazio. Molti dei lavori di Crumb includono un più o meno implicito gusto per la drammatizzazione, sempre sottinteso ma sufficiente a garantirgli un ruolo significativo tra i maggiori esponenti del teatro musicale del secondo dopoguerra. La sua arte è naturalmente monodica, e si esprime attraverso sfumature cromatiche a volte accennate a volte esplosive. L'apertura a stimoli diversi (musicali, poetici, sociologici) gli attirò la critica di enfatizzare la sensazione superficiale a scapito della vera sostanza; ma nel suo caso si può certamente affermare che il mezzo è il messaggio. Tra i suoi pezzi, Echoes of time and the river per orchestra (1967), vincitore del premio Pulitzer 1968, Dream sequence per violino, violoncello, pianoforte e percussione (1976), Quest per chitarra e orchestra (1990, riveduto 1994), il più significativo tra gli ultimi lavori. Altre opere: per pianoforte, A Little Midnight Music (2002) e per due pianoforti Otherworldly Resonances (2003).

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