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Cupra Marìttima

comune in provincia di Ascoli Piceno (41 km), 4 m s.m., 17,33 km², 5017 ab. (cuprensi), patrono: san Basso (5 dicembre).

Centro sul litorale adriatico, alla foce del torrente Sant'Egidio. Di antichissimo insediamento, fu un importante centro religioso piceno, sede del tempio della dea Cupra. Municipio e poi colonia con il nome di Iulia Cuprensis, fu saccheggiato più volte durante le invasioni barbariche. Nel Medioevo risorse nel luogo attuale con il nome di Castrum Maranum, poi Marano. Fu soggetto a varie signorie, ma alla fine del sec. XIII si eresse in libero comune e nel 1356 entrò a far parte dei domini dello Stato Pontificio. Il toponimo attuale risale al 1862.§ L'abitato consta di una parte medievale (Cupra Alta), arroccata su un colle, e di una parte moderna (Cupra Bassa), lungo la costa. Nel territorio sono state trovate vaste necropoli della prima Età del Ferro (sec. VII-V a. C.), con carri, armi, ceramiche e molti altri oggetti, attualmente esposti nei musei di Roma, di Ripatransone, di Ancona e di Offida. Dell'antica città picena restano avanzi delle mura e di attrezzature portuali. Cupra Alta è ancora circondata da mura con torri quadrate e poligonali innalzate nel Quattrocento. Domina l'abitato la chiesa di Santa Maria in Castello, dei sec. X-XI, in seguito modificata. La collegiata di Cupra Bassa ha un trittico attribuito a Vittore Crivelli. È sede del Museo Malacologico Piceno e di un antiquarium con reperti della zona. § Il crescente movimento turistico ha portato un notevole sviluppo del terziario (alberghi, ristoranti, commercio) e dell'edilizia. L'agricoltura ha subito una forte contrazione, ma produce ancora uva per vini pregiati. Nell'economia locale hanno un discreto peso la lavorazione della pelle e la coltivazione dei molluschi.

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