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De Lillo, Don

scrittore statunitense (New York 1936). Grande sperimentatore di linguaggi, De Lillo registra, analogamente ad altri scrittori postmoderni, la babele di gerghi che dominano la realtà assurda in cui siamo immersi, silenziosamente e dolorosamente frastornati dal caos linguistico. Tra le prime opere si ricordano Americana (1971), End Zone (1972), Great Jones Street (1973), Players (1977; Giocatori) e Running Dog (1978; Cane che corre). In White Noise (1985; Rumore bianco), il suo romanzo più riuscito e più famoso, ha fotografato l'orrore della vita urbana dove la tecnologia è onnipresente e imperano i fenomeni culturali di massa, come il consumismo e lo sport. De Lillo utilizza, stravolgendole, le forme narrative popolari, usandole contro le aspettative del lettore, con un effetto di divertente straniamento. Libra (1988) è invece una ricostruzione in chiave romanzata dell'assassinio di John F. Kennedy: un romanzo verità in cui De Lillo sposa la tesi del complotto CIA, ma dove a tratti la mano del romanziere ha la meglio sulla precisione dello storico nella creazione di personaggi affascinanti e contraddittori come Lee Oswald. Nel 1999 ha scritto Underworld, gigantesco affresco dell'America raccontata dalla guerra fredda fino alla crisi di Cuba e al crollo dell'Unione Sovietica. Successivamente ha pubblicato Valparaiso (2000), The Body Artist (2001; trad. it. Body Art), Cosmopolis (2003), Falling man (2008: trad. it. L'uomo che cade) e Point Omega (2010; trad. it. Punto omega).

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