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Eisendle, Helmut

scrittore austriaco (Graz 1939-Wien 2003). Influenzato da Adorno e da Wittgenstein, Eisendle cerca di far confluire nella sua opera letteraria i temi cari alla psicologia critica. Uno scetticismo di connotazione scientifica nei confronti del linguaggio caratterizza la sua produzione che comprende, oltre a opere di psicologia, i romanzi Jenseits der Vernunft oder Gespräche über den menschlichen Verstand (1977; Al di là della ragione o Conversazioni sull'umano intelletto), Exil oder Der braune Salon (1977; Esilio o il Salotto marrone), entrambi dialoghi tra personaggi fittizi, Der Narr auf dem Hügel - Landstriche, Flüsse, Städte, Dinge (1981; Il pazzo sulla collina - Lingue di terra, fiumi, città, cose), un saggio-diario di viaggio, Die Frau an der Grenze (1984; La donna al confine), Oh Hannah! (1988) e il racconto Block oder die Melancholie (1991; Block o la malinconia). Importanti per il loro carattere innovativo sono i lavori sperimentali tra cui numerosi drammi e radiodrammi. Dopo l'esperimento Die vorletzte Fassung der Wunderwelt (1994; La penultima stesura del mondo delle meraviglie), che va letto come un tentativo di far sì che la “scrittura faccia il suo corso”, ha pubblicato nel 1996 il romanzo Der Egoist (L`egoista), una complessa parodia di un modo di essere tipicamente viennese, che è al tempo stesso un giallo, una storia d'amore e un'elucubrazione sull'impossibilità di “trasmettere la realtà attraverso il linguaggio”.

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