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Encina, Juan del-

poeta, drammaturgo e musicista spagnolo (forse Encinas ca. 1468-León 1529). È probabile che abbia studiato all'Università di Salamanca; entrò poi al servizio dei duchi d'Alba nel cui palazzo furono rappresentate le sue prime opere. Aspirò invano a entrare nel coro di cappella della cattedrale, incarico che invece ottenne a Roma sotto il pontificato di Leone X. Nel 1519 fu ordinato sacerdote e andò in pellegrinaggio a Gerusalemme. La sua opera drammatica, che gli valse forse non troppo fondatamente l'appellativo di patriarca del teatro spagnolo, è caratterizzata dalla fase giovanile degli autos (o eglogas de Navidad, de la Pasión y Resurrección, de Carnaval, ecc.), nei quali, secolarizzando il mistero medievale, introduce un realismo minuto che ha il suo supporto in un linguaggio popolaresco; nella produzione matura l'amore tragico e medievale si evolve nel trionfo dei valori rinascimentali, l'esaltazione dell'amore e della bellezza. Di questo periodo sono le sue opere di maggior respiro, dall'impianto più ambizioso, in cui anche lo stile e la metrica si fanno più ricercati: l'Egloga de Fileno, Zambardo y Cardonio, Plácida y Victoriano, Cristino y Febea. Di Encina si conoscono inoltre un Cancionero (1496), che raccoglie soprattutto liriche di breve respiro, e 68 composizioni musicali pubblicate postume nel Cancionero de los siglos XV y XVI (1890).

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