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Fòrce

comune in provincia di Ascoli Piceno (24 km), 689 m s.m., 34,19 km², 1602 ab. (forcesi), patrono: Conversione di san Paolo (25 gennaio).

Centro sul crinale dell'Appennino Marchigiano che divide le valli dei fiumi Aso e Tesino. Sorto all'epoca delle invasioni barbariche, divenne, nel sec. IX, feudo dell'abbazia di Farfa. Alla fine del sec. XII si eresse a libero comune e lottò a lungo contro Ascoli per difendere la propria autonomia. Distrutto nel 1267 dalla potente città, gli si sottomise definitivamente nel 1297, seguendone da allora le vicende.§ I resti della cinta muraria, con torrione trecentesco ad archi ogivali, danno ancora al paese l'aspetto di borgo medievale. Romanico è il campanile della chiesa di San Francesco, ricostruita nel 1882 in forme neoclassiche. Nella piazza centrale, il punto più alto dell'abitato, sono la collegiata di San Paolo, costruita nel Seicento sul luogo dell'antica chiesa farfense (di cui rimane l'abside), il Priorato, edificio rinascimentale del sec. XVI con loggiato ad arcate, e il Palazzo Comunale, in cotto, della fine del Settecento, affiancato dalla torre civica.§ L'economica è tradizionalmente agricola con produzione di cereali, foraggi per l'allevamento di bovini e coltivazione della vite. Di antica tradizione le botteghe dei “calderai”, che lavorano utensili domestici e oggetti in rame battuto.

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