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Fara San Martino

comune in provincia di Chieti (55 km), 440 m s.m., 43,66 km², 1626 ab. (faresi), patrono: sant’ Antonio (24 agosto).

Centro situato alla destra del fiume Verde affluente del fiume Aventino, sul versante orientale della Maiella, nel cui parco nazionale è compreso. Di probabile origine longobarda, si venne costituendo prima del Mille nei pressi dell'abbazia di San Martino in Valle, nota a partire dall'884, alla quale appartenne fino al Trecento, quando i Valignani diventarono signori del borgo. Durante la seconda guerra mondiale, nel 1943, fu quasi completamente distrutto.§ Nel nucleo più antico, Terravecchia, salvatosi dai bombardamenti del 1943, sorge la chiesa di San Remigio, che conserva una tela, la Circoncisione, di Tanzio da Varallo (1612-14). Nel vallone di Santo Spirito, a poca distanza dall'abitato, sorge una chiesa con portale del Duecento e affreschi del Trecento, unico resto dell'abbazia di San Martino in Valle (sec. XI).§ L'industria è sviluppata nei settori alimentare (rinomati i pastifici, che sfruttano l'acqua del fiume Verde) e tessile. L'agricoltura produce cereali, uva e patate; una certa importanza ha il turismo di villeggiatura estiva.§ Notevole è la Riserva Nazionale di Fara San Martino-Palombaro, con gole larghe qualche metro, scavate dall'azione incessante delle acque.

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