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Fatehpur Sikri

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Generalità

Città (17.900 ab.) dell'India, nello Stato dell'Uttar Pradesh (distretto di Agra), 34 km a WSW di Agra. § Costruita in un breve periodo di tempo (1569-87) per volere dell'imperatore Akbar, la città di Fatehpur Sikri (“città della vittoria”), che ancora sorge integra nei suoi monumenti su una collina presso il villaggio di Sikri, fu abbandonata come capitale Moghūl dopo soli 14 anni, non tanto per carenza d'acqua, come era stato ipotizzato, quanto perché le nuove mire espansionistiche di Akbar verso occidente consigliavano lo spostamento della capitale a Lahore, nel Punjab.

Arte

Le sue architetture in arenaria rossa, abbellite dalle decorazioni scultoree e pittoriche, riflettono i caratteri del cosiddetto stile eclettico (1562-1623) in cui le tradizioni estetiche indù e musulmane trovarono terreno favorevole per fondersi ancora insieme, rivelando tuttavia il prevalere dell'elemento indigeno. Tra i monumenti Moghūl conservati, importanti sono la Moschea Imperiale (Jami Masgid, 1575) con il suo “Grande Portale” (Buland Darwaza), la cui costruzione nel 1602 segna la fine dell'attività edilizia di Akbar a Fatehpur Sikri; la bellissima tomba in marmo bianco di Shaikh Salim Chisti, nel cortile della moschea (rifacimento di Shah Jahan, con le caratteristiche mensole a serpentina che sorreggono le grondaie sporgenti del tetto, coperto da una cupola); il Diwan-i-Am (Sala delle Udienze Pubbliche) con una serie di chiostri distribuiti attorno a una corte; il cosiddetto Diwan-i-Khas (Sala delle Udienze Private), caratterizzato da un ambiente interno quadrato, al cui centro un poderoso pilastro ottagonale (con un capitello a trentasei bellissime mensole che fanno ipotizzare l'intervento degli eccellenti artigiani del Gujarat) sostiene una piattaforma circolare dalla quale si dipartono quattro gallerie che raggiungono in diagonale i quattro angoli della stanza; l'edificio detto “Ankh Michauli” (“il Gioco della Mosca Cieca”); il grandioso edificio a due piani, detto di Jodh Bay, una delle mogli di Jahanġir, ma più probabilmente da identificare con l'harem dell'imperatore; la cosiddetta Casa di Birbal, indicata come il Mahal-i-Ilahi (Palazzo della Divinità; sede della nuova religione fondata da Akbar), splendidamente decorata da intagli a motivi floreali e animalistici. Ricca di decorazioni pittoriche e scultoree di tradizione persiana è la cosiddetta Casa della Sultana Turca, mentre di carattere indù sono le pitture che abbelliscono gli interni della Casa di Maryam, la moglie principale dell'imperatore.

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