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Moghūl

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Storia

Dinastia indiana (1526-1857), fondata da Bâbur (1483-1530), un discendente di Tamerlano (in persiano moghūl, mongolo). Il figlio Humāyūn regnò dal 1530 al 1540 e dal 1555 al 1556, lasciando il trono al figlio Akbar (1542-1605) che fece della dinastia una delle più illustri del mondo. Il figlio Salīm, salito al trono con il nome di Jahāngīr (1605-27), ebbe un regno di “consolidamento” abbastanza pacifico. Alcolizzato, per un decennio lasciò la guida dello Stato (riservandosi però le decisioni finali) alla moglie persiana Nūr Jahān, al suocero, al cognato e al figlio Khurram, che salì al trono con il titolo di Shāh Jahān (1627-58). Suo figlio Aurangzeb (1618-1707) gli succedette dopo lunghe lotte con i fratelli. Dopo di lui la dinastia decadde, detenendo il potere solo di nome. L'ultimo Moghūl, Bahādur Shāh II (1837-57), fu deposto dopo il mutiny ed esiliato a Rangoon, dove morì nel 1862.

Arte

L'arte dei Moghūl in India ebbe uno svolgimento di circa tre secoli (1526-1800), nel corso dei quali sviluppò fasi stilistiche e orientamenti diversi (spesso in dipendenza del gusto e della sensibilità dei singoli sovrani) che dimostrano l'alterno prevalere ora delle componenti estetiche persiane (Timuridi e Safawidi), ora del più autentico carattere indiano, talvolta con interferenze di elementi islamici di varia provenienza. Importanti incontri furono attuati nel corso dei sec. XVII-XVIII con l'arte europea, espressa soprattutto nell'architettura e nella pittura. Il periodo più importante dell'arte Moghūl in India è compreso nel secolo (1556-1658) di regno dei tre maggiori sovrani: Akbar, che gettò le basi dell'arte Moghūl dando impulso all'architettura e alla pittura e organizzando a corte officine imperiali; Jahāngīr e Shāh Jahān, sotto il quale venne costruito il Tāj Mahal. Notevole fu l'influenza dell'arte Moghūl nel campo della pittura indiana, suscitando suggestioni di intensità diversa presso le varie scuole di miniatura.