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Ferrandina

comune in provincia di Matera (48 km), 497 m s.m., 215,47 km², 9358 ab. (ferrandinesi), patrono: san Rocco (16 agosto).

Cittadina situata alla destra del fiume Basento. Tombe con materiali dei sec. VIII-IV a. C. attestano l'origine antica della località. Il nome deriva da Ferrante, padre di Federico d'Aragona, che la fondò nel 1490; fortificata nel 1496, passò poi a Bernardo Castriota, a Fabrizio Pignatelli e infine a Garcia de Toledo. Fu danneggiata dal terremoto del 1980. In passato ebbe grande notorietà per la produzione di tessuti di lana e di cotone chiamati “ferlandine” o “felandine”.§ La chiesa madre di Santa Maria della Croce (1492) ha tre cupole bizantineggianti e, in facciata, tre portali cinquecenteschi; l'interno, a tre navate e rifatto nel Settecento, conserva tele e altari in marmi policromi, una statua lignea del 1530 (Madonna col Bambino) e due statue in legno dorato (sec. XV). La chiesa di San Domenico, a navata unica, ha decorazioni esterne in cotto e interno barocco, con un organo secentesco. Numerosi sono i bei palazzi nobiliari con scalinate, portali e stemmi. Il complesso conventuale di Santa Chiara è del sec. XIV.La biblioteca ospita oltre 3000 volumi in pergamena e libri di scienze sacre, teologia, filosofia.§ I principali prodotti dell'agricoltura sono le olive, l'uva da vino (aglianico di Matera), i cereali, gli ortaggi e la frutta. L'industria opera nei settori estrattivo (metano), petrolchimico, alimentare (oleifici, aziende vinicole), edile, delle materie plastiche. Si pratica l'allevamento ovino, bovino e caprino.

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