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Fontanétto Po

comune in provincia di Vercelli (27 km), 143 m s.m., 23,28 km², 1233 ab. (fontanettesi), patrono: san Bonomio (prima domenica di settembre).

Centro della bassa pianura vercellese, alla sinistra del Po. Nel 1027 con diploma imperiale fu posto sotto la giurisdizione dei vescovi di Vercelli, che lo affidarono agli abati di San Benigno di Fruttuaria e ai conti di Cavaglià. Fu poi unito al Monferrato, finché non venne infeudato agli inizi del Seicento a un ramo dei Gonzaga. Nel 1673 fu venduto a Carlo Ludovico di San Martino di Aglié. § La chiesetta romanico-gotica di San Sebastiano (sec. XIII) custodisce affreschi del pittore Domenico della Marca d'Ancona (sec. XV); la parrocchiale di San Martino, romanica ma più volte ricostruita, ha il campanile originale e custodisce opere del Moncalvo (sec. XVI-XVII). Alla Confraternita della Trinità forse appartenne il palazzo Ovis, dalle finestre a sesto acuto decorate in cotto, destinato a ospitare il museo dedicato al compositore e violinista Giovanni Battista Viotti (1755-1824), che qui nacque. § L'economia si basa sull'agricoltura (riso), la pioppicoltura e l'industria alimentare.