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Fratta Polésine

comune in provincia di Rovigo (16 km), 11 m s.m., 20,91 km², 2746 ab. (frattensi), patrono: santi Pietro e Paolo (29 giugno).

Centro dell'Alto Polesine, situato tra il basso corso dell'Adige e il Canal Bianco. Abitato in epoca preistorica e luogo di un insediamento protovillanoviano (sec. XI-IX a. C.), nel sec. IX fu munito di un castello dai vescovi di Adria. Citato nel testamento di Guglielmo Marchesella (1142), fu conteso da Verona e da Salinguerra di Torello. Nel 1205 fu conquistato dai marchesi d'Este che lo persero e lo distrussero nel 1224 insieme ai Camposampiero. Fu attivo centro della cospirazione carbonara. § Nell'abitato è la secentesca casa natale di Giacomo Matteotti (1885-1924), preceduta da giardino. La parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, eretta nel 1552 e ricostruita nel 1682, conserva affreschi di F. Zugno e di M. Bortoloni. Molte sono le ville padronali lungo il canale. Tra esse spicca la villa Badoer del Palladio (1568-70): la facciata è preceduta da ampia scalinata e loggia a sei colonne ioniche con timpano; l'interno ha affreschi del Giallo Fiorentino. A essi si ispirano gli affreschi della vicina villa Molin-Bragadin (sec. XVI), in forme palladiane. Al sec. XVII risale la villa Cornoldi e al XVIII la Oroboni. § L'agricoltura produce barbabietole da zucchero, ortaggi, frutta, cereali e foraggi; si pratica l'allevamento bovino. L'industria è particolarmente attiva nei settori calzaturiero e della lavorazione del pellame, affiancati da quelli alimentare, meccanico, della lavorazione dei metalli, del legno e dell'abbigliamento.

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