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Galliate

comune in provincia di Novara (7 km), 153 m s.m., 29,54 km², 13.448 ab. (galliatesi), patrono: Natività di Maria Vergine (8 settembre).

Cittadina posta alla destra del fiume Ticino; è compresa nel Parco Regionale della Valle del Ticino. L'abitato, delimitato dal canale Cavour a N e dall'autostrada Torino-Milano a S, presenta un impianto urbanistico a scacchiera, attorno al quale si sono sviluppati i moderni quartieri industriali e residenziali. Citata per la prima volta nell'840, Galliate fu a lungo contesa fra Milano e Novara; nel sec. XIV fu incorporata con la stessa Novara nei territori soggetti ai Visconti. Passata con il ducato milanese agli Sforza, rimase infeudata a un ramo della famiglia fino al 1717. § Nella parte più antica dell'abitato si trova il castello sforzesco, ampliato e trasformato nel 1476 per conto di Galeazzo Maria Sforza su un precedente castello visconteo. § L'economia si basa sull'industria, attiva nei settori tessile (lavorazione e trasformazione di fibre naturali, in particolare lino), meccanico, elettromeccanico, estrattivo (petrolio), conciario, cartario (imballaggi in cartone ondulato), alimentare, dell'abbigliamento, della lavorazione del legno (mobili, persiane avvolgibili) e delle materie plastiche. L'agricoltura (riso, foraggi), l'allevamento bovino e il commercio completano il quadro economico. § Nei dintorni sorge il santuario di San Pietro (detto “il Varallino” per analogia con il Sacro Monte di Varallo), costruzione a pianta ellittica di origine cinquecentesca con successivi rimaneggiamenti barocchi e ottocenteschi; custodisce notevoli affreschi di Lorenzo Peracino.