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Garnier, Tony

architetto e urbanista francese (Lione 1869-La Bédoule 1948). Dopo aver studiato a Lione e a Parigi, con la vincita del Prix de Rome si trasferì a Roma, dove soggiornò dal 1899 al 1904, anni in cui venne elaborando le sue innovatrici teorie urbanistiche, respinte e osteggiate dall'ambiente accademico. A Lione nel 1904, sostenuto dall'appoggio del sindaco socialista E. Herriot, costruì il macello e mercato del bestiame (1909-24), l'ospedale Grange Blanche (1911-27), lo stadio municipale (1913-18), il quartiere degli Stati Uniti (1920-35). È considerato uno dei pionieri dell'architettura moderna, soprattutto per i suoi studi sulla “città industriale” (1901-04) che distinguono e rapportano tra loro le diverse zone urbane destinate al lavoro, alla residenza, agli uffici pubblici, ai parchi, ecc. L'attività di G. non è, però, priva di nostalgie classiciste e tardoromantiche, come dimostrano i suoi disegni figurativi e il suo socialismo di stampo zoliano.

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